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In alcuni casi l’installazione di una pompa di calore elettrica può comportare una richiesta di maggior potenza rispetto, ad esempio, al contratto residenziale standard da 3,3 kW.

Per l’impiego di un impianto con pompa di calore destinato alla climatizzazione invernale, la Delibera 30/2008 dell’AEEG (aggiornando la Delibera n. 348/07, successivamente modificata sull’argomento anche dalla Delibera 56/10) ha introdotto la possibilità, in luogo dell’eventuale potenziamento del contratto primario, di installare un secondo contatore con la tariffa BTA (Bassa Tensione Altri Usi). A differenza della normale tariffa con prezzo a scaglioni di consumo (tariffa D2 per potenza fino a 3,3 kW e tariffa D3 per potenze superiori a 3,3, kW suddivise ciascuna in quattro fasce di consumo), la tariffa BTA prevede un importo fisso agevolato per kWh, indipendente dalla quantità di energia consumata.

Le tariffe usi diversi BTA, utilizzabili per la pompa di calore e calcolate in base alle fasce di potenza impegnata, sono le seguenti:

  • BTA2: da 1,5 kW a 3 kW;
  • BTA3: da 3 kW a 6 kW;
  • BTA4: da 6 kW a 10 kW;
  • BTA5: oltre 10 kW.

Nel caso dell’applicazione a cliente residenziale la tariffa BTA gode inoltre dell’IVA agevolata al 10%.

L’installazione di un secondo contatore dedicato può allora rappresentare un vantaggio economico in quanto, pur a fronte di un maggiore costo in bolletta relativo ad una seconda quota fissa, permette però di ovviare sia all’incremento del prezzo del kWh per effetto del più alto consumo (tariffa a scaglioni), sia alla maggiorazione dovuta al probabile aumento della potenza installata.

L’utente domestico trae convenienza anche sul costo dei kWh consumati dall’utenza standard che, non subendo incremento di consumo, né di potenza installata, continua a pagare la tariffa applicata precedentemente all’installazione della pompa di calore.

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